E me la chiamano sicurezza

Si sente sempre più parlare di “Sicurezza sul lavoro”, ma spesso mi rendo conto che è ancora un argomento quasi del tutto sottovalutato o affrontato con superficialità.

Dal 2008 è entrato in vigore il famoso Decreto Legislativo 81/08, che tratta in maniera più o meno esaustiva tutte le procedure da adottare in materia di salute e sicurezza dei lavoratori, da parte degli stessi e dei datori di lavoro, nonché degli RSPP.

Eppure ancora sento parlare della “626”! Da far rabbrividire…

E’ in questi casi che comprendo quanto sia totalmente messo da parte il D. Lgs. 81/08, perché molti non sanno neanche cosa significano quelle cifre! Figuriamoci se poi si sappia delle successive modifiche ad esso apportate!

Come disse un tale “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”!

Recandomi sui vari cantieri di lavoro, ho potuto osservare addetti alla manutenzione che lavorano con estrema naturalezza e tranquillità sugli impianti senza guanti, senza mascherine, senza caschi, che maneggiano coibentazioni sfaldate ignari dei pericolosi rischi che corrono inalando micro particelle di lana di vetro o di roccia e rispondono con una risatina quando glielo si fa notare.

Questo da un lato mi rammarica, perché è vero che il lavoro concreto si fa con le mani, ma se con il cervello troviamo il modo di faticare meno, con lo stesso cervello dovremmo riuscire anche a capire come si può fare tutto riducendo il rischio di incidenti; d’altro canto però mi fa rabbia il disinteresse dei datori di lavoro e dei responsabili della sicurezza, che non si adoperano finchè non arriva un controllo della ASL ad imporre la messa in atto delle norme di sicurezza e nella migliore delle ipotesi a multarli, perché molti non sanno che si può essere condannati anche penalmente con il carcere!

Sicurezza vuol dire VITA!

Noi ci prendiamo cura della vita e siamo felici di vedere che ai nostri seminari tecnici i partecipanti non approfittino dell’aula e delle luci soffuse per schiacciare un pisolino! Siamo fieri di rispondere alle domande dei consulenti della sicurezza e degli RSPP, che spesso si lamentano di non essere ascoltati o non presi abbastanza in considerazione dai loro superiori. Il loro lavoro si riduce semplicemente alla compilazione di un Documento di Valutazione dei Rischi e dunque in un fascicolo si racchiude la sicurezza di numerose persone.

Ho assistito anche a più episodi in cui l’RSPP veniva schernito dai lavoratori che consideravano le ore di corso una perdita di tempo.

Poi però facciamo proteste in piazza e commemorazioni per incidenti eclatanti, che fanno eco, dovuti a negligenza e sottovalutazioni da parte di tutti, nessuno escluso!

Fare sicurezza implica un costo per le aziende già alle prese con la crisi più forte dell’ultimo dopoguerra, ma perché non comprendere che la vita delle persone ne ha uno inestimabile?

Ce ne sono alcune che fanno meno del minimo indispensabile attualmente, pur essendo consapevoli che in sede di controllo possono rischiare moltissimo, ma devono pensare a salvare il lavoro e i numeri, “sperando che non succeda niente” rispondono congedandoti dall’incontro.

Esistono realtà completamente diverse, aziende che si pregiano di responsabili della sicurezza validissimi, incisivi ed efficienti, che riescono a fare veramente sicurezza, che impartiscono corsi di formazione interni, si aggiornano e si adoperano perché le persone siano al primo posto e dopo vengano i fatturati.

Esempi come questi sono ancora troppo pochi e troppo poche le aziende che aspirano ad assurgere al loro stato, ma confido che possano crescere sempre più in numero nel prossimo futuro e da parte nostra assicuriamo il massimo impegno perché possiamo essere un punto di riferimento e offrire una soluzione alle diverse problematiche che si possono presentare per la sicurezza di tutti!

2 commenti
  1. roberto
    roberto dice:

    Bello articolo !!! Complimenti hai messo a fuoco il vero problema legato alla Prevenzione .
    la professionalità delle persone.
    GRAZIE
    Roberto

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *